ECCO PERCHÉ DISINCANTO NON È SOLO INTRATTENIMENTO

ANALISI, RECENSIONI & INTERVISTE

Gabriella Costanzo

4/14/20263 min read

Un album vero, crudo, che arriva come uno schiaffo dritto in faccia.

“DISINCANTO” è l’album perfetto per un ritorno attesissimo come quello di Madame, lontana dalla scena per quasi più di due anni. Francesca prende la sua vita, le sue nuove esperienze, tutto ciò che ha vissuto quando non c’era nessuno di noi a guardarla, e ci da’ tutto in mano con una sincerità e una fiducia che lascia sconvolti, che quasi ci fa sentire inadatti e non meritevoli. Una pausa che era necessaria per ritrovarsi, riscoprirsi, risolversi, ma soprattutto vivere e allontanarsi da un ambiente che, quasi sempre, diventa tossico: “Mi hanno puntato addosso così tanti flash da non capire più quale luce venisse da me” racconta infatti in “ROSSO COME IL FANGO”.

Quattordici tracce che abbiamo avuto l’onore di ascoltare in anteprima a Napoli, durante una session molto intima: pochi fan, il produttore e amico Bias, Madame e tutto il loro disincanto. Non è una passeggiata, si parla di temi difficili, delicati, senza peli sulla lingua, muovendo anche forti critiche a quella che è la scena musicale attuale e al marcio che circonda gli artisti e il loro mondo ai nostri occhi “idilliaco”.

L’album comincia con una presa di coscienza: il vaso di pandora viene scoperto e non c’è più modo di tornare indietro. Ora non c’è più velo di Maya, siamo davanti alla realtà che ci viene scaraventata addosso da una delle penne più forti del rap (e chi non sarà d’accordo semplicemente non ha ascoltato l’album).

“COME STAI?” è senza dubbio il focus di questa nostra analisi, perché ci dimostra come un artista dovrebbe vivere la propria arte, la propria voglia, e soprattutto necessità, di raccontarsi. Quando a Napoli le abbiamo chiesto cosa vuole che arrivi oltre all’intrattenimento ci ha risposto dicendo:

Di base la musica è un prodotto del tempo libero, quindi è intrattenimento. Però io non mi vivo che sto facendo qualcosa per intrattenere te, me la vivo più come io che sto cercando di spiegarti qualcosa, di dirti dove sono arrivata, di io che testimonio la mia esistenza attraverso la musica. Che poi, una volta che viene venduta e ci si diverte a farla, è sicuramente intrattenimento, anche per noi, ma non è solo quello”.

Questa risposta racchiude a pieno quella che è l’essenza dell’album e di Madame stessa; un prodotto che ti mette a nudo davanti alla realtà, che spesso è più dura ed illusoria di quanto pensiamo, motivo per cui va affrontata a denti stretti e non ignorata. Dietro l’intrattenimento ci sono vite vere: ci sono blocchi creativi, cure mediche, problemi che vengono raccontati anche e soprattutto per poter aiutare. Come lei stessa racconta, la sua musica salva la ragazzina che era, e non solo lei visto in quanti di noi aspettavamo un suo ritorno.

Marracash non è da meno col suo cameo in “VOLEVO CAPIRE”, dando man forte alla main artist e mettendosi a nudo a sua volta. Come un fiume in piena, nei brani successivi il ritmo incalza, fino ad arrivare a “MAI PIÙ”, dove nelle barre arriva la fantomatica critica all’industria musicale, a certi colleghi, a certi giornalisti e producer. Sanremo e i soldi, le radio e il mainstream, mirando a spremere quanto più possibile tutto ciò che c’è. Una Madame che non si vende pur di guadagnare un po’ di più, ma in fondo lo scorso anno ce lo aveva detto dopo mesi di silenzio: Non sopporto chi prende la musica come una macchina da soldi. Chi lavora 24/7 anche a cose non ispirate e vuote di contenuto per piazzare o grattare da tutti. Preferisco essere dimenticata perché non pubblico piuttosto che essere dimenticata perché sono scarsa”. Tutto ciò che possiamo dirle è solo “Missione compiuta!”.

Da qui in poi, dopo un altro paio di beat fortissimi, si torna in una scena più intima e personale, di amori e rapporti difficili e contrastanti. Ci si interfaccia col proprio dolore, ma anche con quello altrui, che spesso è altrettanto difficile da gestire e sopportare. È qui che si inizia a cercare la fuga, o meglio, la pace.

L’album si chiude con “GRAZIE”, che è un colpo al cuore. Richiama una vera e propria seduta terapeutica, c’è lei che si racconta con una sincerità spaventosa, rendendoci spettatori di un qualcosa di talmente intimo, ma condivisibile, che mette i brividi. E chiude con una sola parola: “Grazie”.

Forse sta proprio lì il suo punto forte, nel riuscire a decriptare e raccontare se stessa e, senza volerlo, a far lo stesso con ognuno di noi, facendoci sentire vulnerabili e scoperti.

Madame non ti vede, ti guarda dentro.

Infine è doveroso dire che alzare l’asticella dopo un album come “L’AMORE” era un’impresa davvero ardua, che poteva riuscire solo a una vera fuoriclasse come Madame. Siamo dunque noi a doverle e volerle dire solo “GRAZIE”.