
“FAMM”: Fame, Fama, Famiglia. Il viaggio di DAH tra verità, fragilità e rinascita
NUOVI TALENTIINTERVISTE
Gabriele Lobascio
12/3/20252 min read


Nel suo nuovo progetto FAMM, DAH mette in fila tre parole che pesano come capitoli di una vita: fame, fama, famiglia. Ma dietro l’acronimo che dà il titolo all’EP c’è molto di più: un racconto di origine e identità, la memoria di ciò che è stato e il desiderio di ciò che potrebbe diventare.
Con una sincerità che vibra in ogni risposta, DAH si apre a un dialogo nudo e necessario: il passato che brucia, i cassetti riaperti, la fatica dell’ansia, il sogno che tiene in piedi quando tutto pesa.
Un confronto che attraversa emozioni scomode ma vitali — quelle che rendono FAMM non solo un progetto musicale, ma una vera rinascita emotiva.
INTERVISTA
1. Nel titolo del progetto c’è fame, fama e famiglia. Qual è oggi la spinta più forte dentro di te?
«Sicuramente quella che oggi mi smuove di più è la fame di arrivare, di raggiungere più persone possibili in modo onesto e vero.
La fama è una conseguenza, non il punto di partenza: non serve a nulla se non c’è prima la voglia di connettersi davvero con gli altri.
La fame “vera”, quella che ho vissuto da piccolo mentre i miei genitori lavoravano 7 giorni su 7, fa ancora male. Ma mi ha insegnato tanto e continua a spingermi avanti.»
2. Raccontare la tua storia nell’EP ti ha cambiato?
«Raccontare chi sono mi ha fatto rivivere emozioni forti e riaprire cassetti che tenevo socchiusi.
Rivivere quel viaggio mi ha dato la possibilità di abbracciare il bambino che ero, portarlo alla luce senza paura del giudizio.
L’artista che sono oggi nasce da tante cose messe in discussione, da momenti superati. La vita diventa passato… e bagaglio emotivo.»
3. Qual è stata la verità più difficile da dire?
«Sicuramente quella in CAMBIERÀ’.
Parlare apertamente del mio disturbo d’ansia, così forte da segnare l’adolescenza e la vita, è stata una botta emotiva.
Ma era una verità che sentivo il bisogno naturale di raccontare.»
4. Cosa ti tiene in piedi quando la fatica prende il sopravvento?
«La mia voglia di connettermi con gli altri, l’amore per lo scrivere — che per me è vita — e quella felicità unica che provo ogni volta che chiudo un pezzo.
Il momento più duro è stato a fine estate 2024: ero stanco, logorato.
Ma il sogno mi ha tenuto per mano.»


