"Fermo Immagine", FRAME fotografa emozioni e ricordi nel suo primo album
SCENA EMERGENTE
Gabriele Lobascio
6/15/20261 min read


C'è chi usa le parole per raccontare il presente e chi, invece, le trasforma in fotografie capaci di fermare il tempo.
È da questa esigenza che nasce "Fermo Immagine", il primo album di FRAME, progetto che raccoglie undici tracce accomunate da un forte carattere autobiografico e da una continua ricerca di autenticità.
Il disco prende il nome dalla traduzione italiana dello pseudonimo dell'artista e rappresenta una vera e propria raccolta di istanti, ricordi ed emozioni che hanno segnato il suo percorso umano e musicale. Ogni brano si presenta come un fotogramma che cattura un momento preciso della vita di Francesco Melito, in arte FRAME, restituendolo all'ascoltatore attraverso un linguaggio diretto e personale.
Rap, pop e sperimentazione convivono all'interno di un progetto che non cerca formule preconfezionate, ma segue il flusso naturale delle emozioni. Il risultato è un lavoro che attraversa diverse fasi della crescita dell'artista: dall'infanzia alle prime delusioni sentimentali, passando per le inquietudini di una generazione che si confronta ogni giorno con un futuro incerto.
L'immagine simbolo dell'album è quella della videocassetta, oggetto che conserva i ricordi ma che, allo stesso tempo, può deformarli, rovinarli o ripeterli all'infinito. Una metafora che FRAME utilizza per raccontare il rapporto con il passato e con quelle esperienze che continuano a influenzare il presente anche quando si cerca di andare avanti.
Dietro il progetto c'è il percorso di un artista nato a Roma nel 2003, cresciuto tra pianoforte, scrittura e produzione musicale. Dopo i primi passi da autodidatta e l'attenzione ottenuta con il singolo "Urlare", FRAME ha continuato a costruire la propria identità artistica anche attraverso il lavoro nello studio Turno 60, di cui è cofondatore.
Con "Fermo Immagine", FRAME firma un debutto che mette al centro la sincerità del racconto. Un album che non pretende di dare risposte, ma che invita ad osservare da vicino quelle immagini interiori che spesso restano sospese tra ciò che siamo stati e ciò che stiamo diventando.
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