IL RITORNO DELLA BOSSA NOVA PASSA DA GAIA
ANALISI, RECENSIONI & INTERVISTE
Gabriella Costanzo
5/6/20262 min read


Anticipata in concerto al Fabrique e disponibile online dal 1° maggio, “Bossa Nostra” di Gaia sembra avere tutte le carte in regola per diventare uno dei tormentoni dell’estate.
Una vera e propria nuova fase artistica della cantante, che si sposa perfettamente con le sue origini brasiliane e con quell’attitude leggera, fresca, ma pur sempre sofisticata, che l’ha sempre contraddistinta.
Era nell’aria già da tanto il desiderio di riprendere quella Bossa “alla Vanoni”: fu infatti Ornella Vanoni la vera regina della bossa nova italiana, che nel 1976 incantò tutti insieme a Toquinho e Vinicius de Moraes con la loro “La voglia, la pazzia”. Non è certo un caso che il suddetto brano venga citato nell’ultimo singolo di Gaia, ma soprattutto che sia stata proprio lei a portarlo alla serata cover di Sanremo 2025, in duetto con il grande Toquinho. Parliamo quindi di una nuova fase in qualche modo già preannunciata, che la riporta alle sue origini, ma senza allontanarla dalla sua italianità.
Ma facciamo un passo indietro: dove eravamo rimasti?
Vincitrice di Amici19 e seconda classificata di XFactor 2016, Gaia è ormai entrata in quella cerchia di artisti “mainstream”, e non in senso negativo, che sfornano tormentoni uno dopo l’altro. In seguito alla sua partecipazione a Sanremo con “CHIAMO IO CHIAMI TU”, l’italo-brasiliana ha riscosso un gran successo che l’ha portata in vetta alle classifiche.
“rosa dei venti” è il suo album più recente, uscito nel marzo 2025, che vanta tra i brani anche “NUDA”, uno dei pezzi che più ci ha fatto ballare la scorsa estate. Dopo una fase artistica più movimentata, di vero e proprio baile, adesso il focus è la ripresa della Bossa Nova: un genere nato in Brasile negli anni ‘50, ispirato dalla samba canção e dalla tradizione musicale brasiliana.
Saranno le origini brasiliane o la sua grande versatilità, ma questa nuova fase di Gaia sembra appartenerle naturalmente, restituendo alla tradizione brasiliana un suono vivo, solare e in continua evoluzione. Nonostante una nuova direzione artistica, al centro restano sempre il ritmo, la ricerca e la contaminazione.
“Bossa Nostra” nasce da un gioco di parole, richiamando quello del genere stesso, ma rendendolo proprio. Scritta assieme a Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, la canzone racconta un’elegante storia d’amore, segreta e un po’ malinconica, che si fa fatica a lasciar andare, perché più scompare e più la si sente. Una sintonia che viene descritta come un filo rosso che lega i due amanti, nonostante la distanza, ma che resta una dimensione intima e privata, quasi da sogno.
Questa nuova versione di Gaia la incontriamo anche nella recente collaborazione “TROPICALIA” con SKT, già virale sui social, che unisce i due artisti che condividono origini straniere e lo stesso periodo di evoluzione e transizione dei propri progetti artistici. Un duetto che nasce da un incontro casuale all’Arena di Verona e che porta ad un’immediata sintonia tra i due. “La musicalità ha guidato tutto: non abbiamo scritto per forzare il concetto, ma per seguire il ritmo. Credo che gli italiani siano molto legati al testo, mentre in altre culture ci si lascia guidare di più dal suono. Noi abbiamo cercato di stare a metà strada.” racconta Gaia in un’intervista esclusiva a Cosmopolitan.
Insomma, siamo davanti ad un vero e proprio salto nel passato, che riporta in auge un genere musicale da molti amato, ma al tempo stesso conosciuto da pochi. Siamo convinti che Gaia fosse la migliore tra le artiste attuali per poter far conoscere la tradizione brasiliana, senza snaturarsi né cedere alle logiche del mercato, ma semplicemente restando fedele a sé stessa.
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