
“Introvabile”, la confessione più fragile di Bresh
ANALISI & RECENSIONI
Anna Godani
1/25/20262 min read


Le canzoni d’amore sono, da quando si ha memoria, uno dei pilastri principali della musica italiana e no. Che si tratti di amori finiti, appena cominciati, amori carnali o passeggeri, abbiamo sentito cantarne ogni sfaccettatura. Ieri, Venerdì 23 Gennaio 2026, Bresh ha deciso di regalarcene una nuova con “Introvabile”, un brano scritto di getto, dettato come da un puro flusso di coscienza che non aspettava altro che trasformarsi in poesia.
Questo brano esprime vulnerabilità e malinconia, classiche emozioni che suscita una storia d’amore non andata a buon fine, ma ciò che la rende veramente unica sono il senso di maturità emotiva e la presa di consapevolezza dell’artista.
Bresh non ci sta raccontando una fine, ma quello che avviene dopo questa, rappresentando, forse, la parte più complessa di una relazione. Entrano in gioco l’introspezione, l’orgoglio, i dubbi e le fragilità degli individui, dati da una distanza creatasi in precedenza per via di tempistiche e disponibilità emotive differenti. Il tempo, infatti, è una componente molto importante della narrazione:
“Tu mi hai aspettato, ma sono un cronico ritardatario
E c'ho provato (Devi darmi tempo)
Ma nel rincorrerti sono inciampato.”
Una strofa che dimostra come la sfasatura dei tempi sia un ostacolo difficile da superare senza qualche caduta, mostrando il disequilibrio che già precedentemente viveva all’interno della relazione; la consapevolezza che non si era allo stesso ritmo, ma si è provato, in ritardo, a rimediare.
Anche l’orgoglio diventa parte centrale del brano, una specie di gara con se stessi e, al tempo stesso, con l’altro per proteggersi dal desiderio. Proprio in questo senso si dimostra come un brano adulto e maturo, poiché Bresh riconosce appieno i suoi errori e la sua ipocrisia, quella di mentire a sé stessi usando parole “giuste” per coprire sentimenti ingestibili, rendendosi conto di come fingere di stare bene, apparire distaccato e giustificare i suoi comportamenti sia solo una questione di difesa personale.
“Ma quanto è ipocrita, e capisco quando dico che sparisco
E poi dico che tu sei introvabile.”
Questo brano non richiede, non pretende ritorni e non implora, ma ammette, dimostrando diaver capito ed interiorizzato tutto ciò che di “sbagliato” c’era, smontando, nel frattempo, tutte le convinzioni che hanno portato a questo esito. L’altra persona diventa introvabile, ma è perché anche io per primo sono sparito.
“Ma quanto è ipocrita, e capisco se da solo non guarisco
E ti faccio stare male insieme a me.”
Questa frase mostra tutta l’onestà emotiva dell’artista, difficile da ammettere, prendendosi le proprie responsabilità, riconoscendo che c’è dolore anche nella distanza e che l’isolamento non sta funzionando come cura come lui pensava, descrivendo, così, la condizione eventualmente necessaria per qualcosa che funzioni davvero: tornare diversi, non gli stessi diprima. Allo stesso tempo, la canzone mostra la piena capacità di andare avanti, accettando la separazione senza negare ciò che è stato e ciò che si è imparato.
In definitiva, Bresh ci ha resi partecipi di un suo sfogo personale, una dedica lucida e dolorosa allo stesso tempo, che non cerca una risposta né rassicurante né lenitiva, ma esprime un chiarimento interiore, lasciando, però, in sospeso quella domanda che accompagna tutte le storie.
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