Lazzaro, “Yago”: la rabbia di chi cerca il suo posto

SCENA EMERGENTE

Gabriele Lobascio

4/15/20261 min read

“Yago”, il nuovo singolo di Lazzaro è fuori il 10 aprile per Rizoma, è il primo passo verso un nuovo album.

Al centro c’è una frase semplice:
“Voglio quello che mi spetta.”

È il punto in cui la frustrazione smette di essere silenziosa.

Il brano racconta la condizione di un ragazzo poco più che ventenne, che si ritrova a lavorare in cantiere cercando di costruirsi un futuro, mentre intorno a lui si muove uno sguardo che lo ridimensiona, lo mette in discussione, lo tiene un passo indietro.

In parallelo c’è Yago.
Un cane sempre sporco di terra, pronto a ringhiare contro chiunque.

La rabbia che non trova spazio diventa istinto, si accumula, si comprime, fino a uscire in modo incontrollato. Ed è proprio lì che il brano trova la sua identità.

Dal punto di vista sonoro, “Yago” si muove su un electro-pop che guarda al clubbing: una prima parte che cresce, si carica, e poi esplode in un drop fisico, diretto.
Ma è nella seconda metà che il pezzo cambia direzione: la struttura si rompe, la voce si sporca, si avvicina allo spoken, quasi al rap, come se il racconto non riuscisse più a stare dentro una forma precisa.

È una scelta che funziona perché segue il contenuto.
La rabbia non è ordinata, non è pulita, non è lineare.
Dentro questo progetto, Lazzaro continua a muoversi tra due poli: da una parte la realtà, dall’altra una dimensione più istintiva, quasi infantile.
Un equilibrio che torna anche nel modo in cui vive la musica dal vivo.
Con il “Ceci Live Hybrid DJ Set”, l’obiettivo non è solo suonare, ma creare momenti di incontro.
Ritrovare quella dimensione semplice del “ci vediamo in piazza”, trasformandola in qualcosa di contemporaneo.