Matteo Alieno: Un modo sincero di “Stare al mondo”

ANALISI, RECENSIONI & INTERVISTE

Marika Coppola

3/29/20262 min read

Inizia in punta di piedi il nuovo album di Matteo Alieno, ma basta poco perché la sua personalità arrivi dritta al cuore.

Con “Stare al mondo”, uscito lo scorso 27 marzo, torna a raccontarsi senza filtri, condividendo le sue insicurezze e trascinandoci in un viaggio emotivo in cui è facile riconoscersi come se ci prendesse per mano e ci portasse nel suo mondo. Già dal titolo si percepisce quanto questo disco riesca a farci sentire rappresentati e, in qualche modo, meno soli.
Dal punto di vista musicale, l’album richiama il cantautorato italiano, da Lucio Dalla fino a Giovanni Truppi. Questi riferimenti emergono nella sua scrittura, accompagnati da arrangiamenti essenziali ma curati, che lasciano spazio alla voce e al testo.

Tra i brani che mi hanno colpito di più c’è “Chi Vince che Vince?”, uno dei singoli che ha anticipato l’album. Il brano affronta la difficoltà di vivere pienamente, chiedendosi: “ma serve davvero essere felici?”.

Quando lo ascolto, mi ritrovo a cantarla, urlarla o stonarla, ma in fondo mi fa sentire meno smarrita.

“Fossi più leggera” è una canzone che Matteo dedica alla mamma. Esplora un rapporto a volte conflittuale, come succede spesso quando si vive a stretto contatto con i propri genitori, parla di quanto sia facile rivedersi in certi comportamenti e di come, alcune sensazioni di spaesamento possano derivare proprio da chi ci ha cresciuto.

Un’altra che mi ha trasmesso molto è “Spalle”, anche questa già uscita precedentemente, per la persona che ha accanto nella sua vita. Una vera dedica d’amore: racconta il desiderio di proteggerlo, di allontanare il dolore e tenere lontani i mostri. La delicatezza del testo e la musicalità coinvolgente rendono questo brano uno dei momenti più intimi dell’album.

In generale affronta temi diversi e profondi: dall’amore alle relazioni familiari, dalla ricerca della felicità al confronto con se stessi. Ogni traccia è una finestra sulla sua vita, ma in realtà diventa anche uno specchio per chi ascolta: ti invita a sentire, a riflettere e a condividere emozioni che spesso rimangono non dette. Matteo conferma di saper trasformare fragilità ed emozioni in musica che resta dentro, affermandosi tra gli artisti più sinceri e intensi della scena attuale.