NANA X: con “SOLLIEVO” la voce smette di chiedere permesso

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Gabriele Lobascio

1/19/20261 min read

“SOLLIEVO (anche fallire è un’arte)” non è una canzone che chiede spazio: lo prende. Nel nuovo singolo di NANA X la fragilità e la rivendicazione convivono in un equilibrio raro, dove la rabbia non esplode ma si concentra, diventando gesto lucido e necessario. Dopo il debutto con NATURA (brucia le ferite), questo nuovo capitolo segna un passaggio netto: dalla guarigione alla scelta di essere, senza mediazioni. L’abbiamo incontrata per farci raccontare cosa c’è dietro questo brano così intimo e potente.

Intervista

In SOLLIEVO la rabbia non esplode ma si concentra: è stata una scelta istintiva o una forma di autodisciplina emotiva maturata nel tempo?
Direi istinto. In quel momento mi sono sentita molto libera, finalmente. La scrittura di SOLLIEVO è arrivata senza filtri, senza controllo. Se penso alla disciplina emotiva, credo sia proprio la cosa più lontana da ciò che mi ha portata a scrivere questo brano. Per me è stato un gesto spontaneo e necessario.

“Anche fallire è un’arte” suona come un manifesto personale: quando hai capito che il fallimento poteva diventare uno spazio di libertà e non più una colpa?
L’ho capito col tempo, accettando che il fallimento faccia parte di noi. Ci forma, ci definisce, ci aiuta a ritrovarci. Sentivo il bisogno di cambiare una narrazione che parla sempre di successo, di perfezione a tutti i costi. Credo che fallire sia fondamentale per conoscersi davvero.

Il brano parla di giudizio e aspettative, soprattutto verso le donne: quanto senti che questa pressione influenzi ancora oggi il modo in cui una voce femminile viene ascoltata?
Purtroppo tanto. L’ho vissuto in prima persona e per questo ho deciso di provare a raccontarlo. Ho deciso di fare il contrario di quello che mi dicevano di fare. Le voci delle donne possono dire tutto, possono tutto.

SOLLIEVO “non cerca attenzione, rimane”: che tipo di ascolto speri di generare in chi si ferma davvero su questa canzone?
Spero che arrivino le stesse sensazioni che ho provato io mentre la scrivevo. Mi piacerebbe far diventare SOLLIEVO un piccolo manifesto prezioso, non solo mio.