OCCHI: “Origami” e quelle notti d’estate in cui sembra possa succedere di tutto

ANALISI, RECENSIONI & INTERVISTE

Gabriele Lobascio

5/6/20261 min read

Origami, il nuovo brano di OCCHI è una traccia leggera solo in superficie, capace di custodire dentro di sé nostalgia, istinto e quella sensazione sospesa delle notti che sembrano infinite.

OCCHI racconta il significato del brano, il rapporto con le emozioni e il modo in cui la musica sia diventata il suo spazio più autentico.

“Origami” parla di un’estate che sembra leggera ma lascia qualcosa: qual è la cosa che ti è rimasta più addosso di quel periodo?

Per me i ricordi più significativi delle estati sono le notti passate a parlare con qualcuno tutta la notte. Quel sentimento di essere in un momento dove tutto possa succedere. Non dover pensare agli orari o alle cose da fare, ma solo a stare bene.

Le tue canzoni sono uno spazio sicuro: c’è qualcosa che nella vita fai fatica a dire, ma che riesci a dire solo in musica?

Nella vita sono una persona super entusiasta, sempre sorridente. Difficilmente sono di cattivo umore e non voglio pesare sulle persone che mi stanno intorno. La musica invece è quel posto dove posso anche avere paura, senza preoccupazioni.

Nel brano segui più l’istinto che la direzione: oggi ti fidi di più di quello che senti o di quello che pensi?

Oggi forse mi fido di piu di quello che sento, perché ho capito che certe volte è meglio non pensare troppo. Altrimenti la vita la programmiamo ma non la viviamo.

Se “Origami” è qualcosa che si piega e cambia forma, che forma ha oggi la tua vita?

La mia vita oggi ha principalmente 2 facce: quella da studente e quella da cantante, che ballano insieme facendomi girare la testa. Allora mi lascio prendere e ballo anch’io, senza pensarci troppo.