
Pablo Da Vinci: sentirsi “Piccolo così” quando l’amore non è più innocente
INTERVISTENUOVI TALENTI
Gabriele Lobascio
1/19/20263 min read


Con Piccolo così, Pablo Da Vinci mette a fuoco uno dei passaggi più complessi della vita emotiva: l’innamorarsi da adulti, quando l’innocenza lascia spazio alla consapevolezza, alle paure e alle cicatrici lasciate dalle esperienze precedenti.
Il brano racconta la vulnerabilità non come una debolezza, ma come una condizione necessaria per restare umani, attraversando l’amore con lucidità e timore insieme.
Tra radici hip hop, black music contemporanea e una scrittura che continua a portare dentro l’urgenza del rap, Piccolo così diventa il racconto di quell’istante sospeso in cui tutto può ancora accadere. Ne abbiamo parlato con Pablo Da Vinci, partendo proprio dall’amore, dalla fragilità e da quella sensazione difficile da nominare che il brano prova a catturare.
INTERVISTA
“Piccolo così” parla dell’amore in età adulta: cosa cambia davvero nel modo di innamorarsi quando cresciamo?
Credo che la principale differenza stia nell’assenza di innocenza. Quando si è molto giovani si vive tutto con spensieratezza. Soprattutto il primo amore è un avvenimento così travolgente e inspiegabile, che spesso ci getta in uno stato di caos emotivo, tale per cui, quando finisce, iniziamo realmente ad interrogarci su cosa ci ha spinto a innamorarci.
Questo processo nel bene e nel male lascia dei residui nella nostra mente e sfera emotiva, che possono tradursi in una chiusura rispetto al nostro mondo interiore. Le persone, spesso, scelgono scientemente di non amare pur di non ritrovarsi di nuovo a fare i conti con quell’onda anomala di emozioni incontrollabili.
Nel brano emerge l’idea che sentirsi vulnerabili non sia una debolezza. Quanto è stato difficile accettare e raccontare questa fragilità?
Accettarla è stato sicuramente più difficile che raccontarla: mi reputo una persona molto emotiva, nel bene e nel male. Mia madre dice sempre che il mio umore si legge direttamente sul mio volto.
Oggi mi è più facile lasciarle visibili agli altri ma, cresciuto in una cultura a base di pane e machismo, a lungo ho visto le emozioni come una debolezza. Ad esempio, ho dovuto rovinare almeno un paio di relazioni prima di capire che la comunicazione e l’esposizione emotiva che richiede, nella vita e ancor più in una coppia, sono fondamentali.
Per me questo non era affatto scontato, non credevo nel potere taumaturgico della condivisione ed anzi, consideravo l’amore, e l’innamoramento, una forma di debolezza.
Le influenze hip hop anni ’90 e la black music contemporanea sono molto presenti. Quanto contano le tue radici musicali nel definire il tuo suono oggi?
Contano tutto. Per me è arrivato prima l’amore per l’hip hop che quello per la musica in generale. Ricordo che il primo disco rap me lo masterizzò mio padre quando avevo appena 6 anni, dentro c’erano brani di Snoop, Beyoncé, 50 Cent e Jay Z ed io lo ballavo in cameretta cercando di imitare dei passi di breakdance visti nei videoclip su MTV.
Oggi ho intrapreso una strada più melodica ma, parlando in qualità anche di autore, il mio modo di scrivere e comporre i miei brani resta quello di un rapper. Difatti, faccio fatica a identificarmi in un unico genere, la realtà è che sto cercando di plasmarne uno mio, qualcosa che tenga insieme tutte le mie influenze e il mio immaginario di riferimento. Non escludo comunque di realizzare un disco prettamente rap in futuro, sarebbe bello.
Se dovessi riassumere “Piccolo così” in una sensazione, non in una parola, quale sarebbe?
La sensazione che meglio riassume Piccolo così secondo me è quella che si prova un attimo prima del primo bacio. Ogni qualvolta ci innamoriamo passiamo un numero incalcolabile di ore a pensare come sarà, o come sarebbe, amare ed essere amati da quella persona.
Una famosa pubblicità recitava “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”: ecco, quel frammento spazio-temporale tra la consapevolezza di amare e il suo coronamento nel primo bacio fra due persone, è la sensazione che ho cercato di sintetizzare in questo brano.
La musica che ami oggi e quella che amerai domani
Per collaborazioni:
Seguici su:
Privacy Policy
© 2024. All rights reserved.
Cookie Policy


Cosa facciamo per te
