Perché l'omaggio di Tiziano Ferro a Raffaella Carrà ha emozionato così tanto?
CONCERTI & LIVE
Michela Caporale
7/9/20262 min read


Ci sono momenti, durante un concerto, che interrompono il ritmo dello spettacolo senza spezzarne la magia, ma amplificandola. È quello che è accaduto ieri sera allo Stadio San Nicola di Bari, quando Tiziano Ferro ha scelto di fermarsi per rendere omaggio a Raffaella Carrà.
Nel mezzo del live, le luci hanno lasciato spazio a un video in cui , con una voce profonda, intima, quasi incrinata dall'emozione, Tiziano ha raccontato un sogno. "Una notte in sogno mi hai sorriso e mi hai insegnato una grande lezione, che l'addio non conta quando la storia che hai scritto è rimasta nel sangue di chi ti ama e te ne sei andata così senza disturbare, senza svendere il tuo dolore, senza svilire la tua aura di regina di sempre. Che classe! Che ennesima lezione di vita che non dimenticherò mai!"
Non il classico tributo costruito per celebrare un'icona, ma qualcosa di più personale. Il racconto di un sogno, pronunciato davanti a decine di migliaia di persone, aveva il tono di una confessione. La sensazione era quella di assistere a una lettera aperta, a un ringraziamento rivolto a una donna che ha lasciato un segno indelebile.
A rendere quel momento ancora più intenso è stata la scelta di reinterpretare A far l'amore comincia tu in una veste completamente diversa. Il ritmo, rallentato rispetto alla versione originale, sembrava seguire ogni parola pronunciata.
Poi, quasi a sciogliere la commozione, sono arrivate poche parole: "So che tu avresti voluto così." E subito dopo, accompagnato dall'entusiasmo del pubblico, ha cantato E Raffaella è mia. Un modo affettuoso, quasi giocoso, per riportare sul palco l'energia di un'artista che ha sempre fatto della leggerezza una forma di libertà.
Se l'omaggio a Raffaella Carrà ha mostrato tutta la sensibilità di Tiziano Ferro, il resto del concerto ha ricordato quanto profondo sia il legame con il suo pubblico. Son bastate le prime note di Sere Nere perché il San Nicola cambiasse voce. Per qualche minuto il microfono sembrava quasi superfluo, tutto lo stadio cantava ogni parola, lo stesso è accaduto poco dopo con Lo stadio, tra salti, abbracci e un'energia contagiosa, fino ad arrivare a Xdono, ultimo capitolo di una scaletta che il pubblico sembrava conoscere da sempre.
Per qualche minuto, sul palco del San Nicola, passato e presente si sono incontrati. E l'impressione è stata quella che le grandi eredità artistiche non si misurano soltanto nei dischi venduti o nei palcoscenici conquistati, ma nella capacità di continuare a emozionare, ispirare e creare connessioni.
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