Ruel conquista Milano: il suo primo concerto in Italia tra energia pop ed emozioni a cuore aperto
CONCERTI & LIVE
Matteo Giuseppe Minniti
10/28/20263 min read


Trascinante, attraente, eclettico: ecco tre parole che possono sintetizzare al meglio la performance del cantautore australiano Ruel davanti ai suoi fan italiani.
Classe 2002, londinese di nascita ma australiano d’adozione e di formazione, per la prima volta nella sua carriera discografica si è esibito in Italia. È stato ospitato la sera di lunedì 26 ottobre ai Magazzini Generali di Milano, in occasione dell’uscita del suo terzo album in studio “Kicking My Feet & Screaming”, uscito il 12 giugno 2026 per Recess Records e Giant Music. In occasione dell'omonimo tour organizzato per il Regno Unito e per l'Europa, tutti i concerti in programma, compreso quello di Milano, sono stati aperti da Sadie Jean, cantautrice statunitense con cui Ruel ha scritto la sua ultima uscita “Another You”.
Ruel durante l'intero concerto è passato con destrezza e con eleganza da brani scanditi e ritmici, caratteristici della sua anima pop e di quelle canzoni che più di tutte lo hanno portato al successo come artista internazionale (“Painkiller”, “Dazed & Confused” e “Face to Face”, per citarne alcuni) a brani riarrangiati in versione acustica, dal motivo più sentimentale, che hanno smosso il cuore di molti, ma che talvolta hanno anche toccato corde dolenti, fra cui “The Suburbs” e “I Can’t Make You Love Me”, cover di Bonnie Raitt e ben accolta dai fan. Anche con un pubblico abbastanza ristretto all’interno della struttura dei Magazzini Generali, Ruel è riuscito a ricevere tutto il calore e il trasporto emotivo che si meritava.
In questo suo ultimo disco si esplorano a fondo temi come l'amore nelle sue molteplici sfaccettature, per esempio le difficoltà e gli ostacoli che qualche volta lo stesso amore pone sul nostro cammino. L’album è un mix di ritmo incalzante e irriverente che accompagnano testi carichi di disillusione, e versi toccanti e intimi, alcuni dei quali quasi sembrano gridare alla rassegnazione. Dalla performance di Ruel mi aspettavo di percepire proprio lo spessore emotivo dei suoi testi attraverso le melodie ora più pop, ora più ballade e, ammetto, l’ho riscontrato.
Sul palco pochi strumenti (una chitarra acustica, una chitarra elettrica, una tastiera e una batteria) e una formazione a tre hanno chiamato l'attenzione di tutto il pubblico e lo hanno reso partecipe di una continua condivisione di emozioni e di intese tra Ruel e i suoi fan: le note di “I Didn’t Love You Anyway” in acustico, voce e chitarra, è stato uno dei momenti di maggior carica emotiva, in cui ho visto più occhi lucidi di tutta la serata. Una volta terminata la parentesi acustica del concerto con “The Suburbs” – e passato un momento di leggero e genuino imbarazzo di fronte a un coro unanime di “Sei bellissima” di Loredana Bertè –, Ruel ha ripreso a cantare con la band il resto dei brani in scaletta, a partire da “Face to Face”. Per tutta la durata della seconda metà del concerto Ruel ha portato tutto il suo carisma e la sua foga travolgente, suonando le hit più famose del suo repertorio musicale.
Degna di nota, però, è stata anche l’esibizione di “Talking To The Driver”, prima della quale Ruel ha affermato che questa fosse la canzone dell’ultimo album che maggiormente ha preferito scrivere, reputandola come il suo lavoro più bello e soddisfacente. La reazione dei fan gli ha dato ragione.
Verso la chiusura del suo primo concerto italiano e meneghino, Ruel ha tenuto particolarmente a ringraziare la sua fanbase intera: ha espresso il suo piacere nel vedere, nel corso di questi
anni, quei visi storici che lo hanno accompagnato in questa esperienza meravigliosa. Ha affermato, allo stesso tempo, che appurare l’espansione progressiva della sua comunità di fan lo riempisse di gioia e gratitudine, concludendo il suo discorso ringraziando di cuore tutti i presenti e tutti i suoi fan.
Il concerto sembrava concludersi con l’esibizione di “Painkiller”, tra cori, danze e sorrisi, invece è stato proposto un encore, che ha trascinato con sé tutti i presenti: Ruel ha messo l’anima a nudo in un’esibizione già di per sé molto avvincente con i brani “Don’t Cry”, “Japanese Whiskey” e “Kicking My Feet”.
A concerto concluso, non si può non concordare sul fatto che questo sia stato un buon concerto. Ruel ha saputo mantenere attiva l’energia del pubblico. Dimostra di essere un artista sfaccettato e completo, che ha sfruttato il palco dei Magazzini Generali al meglio delle sue potenzialità.
Avendolo osservato in prima persona esibirsi davanti al suo pubblico italiano per la prima volta, ritengo abbia le carte in regola per salire su palchi internazionali di più alto prestigio per dimostrare la sua bravura e la sua emotività.
Matteo Giuseppe Minniti
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