Un tour spaziale: Caparezza è tornato
CONCERTI & LIVE
Marika Coppola
6/30/20262 min read


Dopo quattro anni di fermo dai live, Caparezza è tornato finalmente sul palco. Con l’uscita del nuovo album e del fumetto che lo accompagna è partito un tour che conferma, ancora una volta, la grandezza di un artista capace di rendere ogni concerto un’esperienza unica.
Chi conosce Michele da tempo sa bene che i suoi non sono semplici concerti, ma racconti veri e propri, in cui ogni brano si inserisce in una narrazione più ampia. Scenografie imponenti, musicisti, ballerini e collaboratori completano un impianto scenico che trasforma la serata in un’opera collettiva.
Lo show del Rock in Roma si è aperto con “Il banditore”, durante il quale il pubblico aveva preparato dei cartelloni con diverse onomatopee, sollevandoli al cielo nel momento in cui è partita la canzone. Poco dopo, sulle note di “A comic book saved my life”, sono comparsi tantissimi fumetti tra gli spettatori. Un gesto significativo, visto che, come ha raccontato più volte lui stesso, è sempre stato un grande appassionato del mondo del fumetto e, anni fa, avrebbe voluto fare il fumettista. Ha anche scherzato sul fatto che, probabilmente, il suo carattere introverso si sarebbe adattato meglio a quella professione rispetto a quello che fa oggi.
Il concerto è proseguito alternando momenti di pura energia, tra salti e coinvolgimento del pubblico, ad altri più malinconici e riflessivi. Ogni elemento era perfettamente al proprio posto, a conferma della qualità che da sempre contraddistingue i suoi live.
Successivamente ha invitato sul palco uno dei disegnatori del suo fumetto. Per la tappa romana era presente Riccardo Torti, che ha realizzato un'illustrazione dal vivo durante l’esecuzione di "China Town". Un momento emozionante, reso ancora più significativo dal fatto che tutti i disegni creati nelle varie tappe saranno messi all'asta e il ricavato verrà devoluto a Emergency nell’ambito dell’iniziativa R1PUD1A. Un gesto che conferma la sensibilità che accompagna la sua carriera.
Nel corso della serata non sono mancati gli intermezzi narrativi che introducevano il brano successivo. Tra i più intensi quello che ha preceduto "Una chiave", quando Caparezza ha parlato della Palestina mostrando un celebre disegno del vignettista Naji al-Ali raffigurante il personaggio di Handala, raccontandone la storia e invitando il pubblico a una riflessione che andava ben oltre la musica. Non è mancato un fermo messaggio politico e civile, coerente con un percorso artistico da sempre attento all’impatto sociale delle parole.
Non sono mancati i brani dei suoi lavori precedenti, ormai diventati vere e proprie pietre miliari per i fan. Il concerto si è concluso con una tripletta esplosiva: "Fuori dal tunnel", "Jodellavitanonhocapitouncazzo" e "Vieni a ballare in Puglia".
Prima dei saluti finali, tutto lo staff è salito sul palco con una perla ciascuno per comporre una grande collana, simbolo dell’idea che ogni difficoltà possa essere trasformata in creatività e arte. In quel momento Caparezza ha richiamato il comportamento dell’ostrica che trasforma il trauma in perla, invitando il pubblico a “perlificare”. Un'immagine semplice ma potente, perfettamente in linea con il messaggio del tour.
Ha anche ironizzato sul tempo che passa. Con il sorriso ha raccontato che, superati i cinquant'anni, alcune cose non riesce più a farle come una volta, ammettendo di non riuscire più a saltare come agli inizi della carriera. Eppure, agli occhi del suo pubblico, resta lo stesso artista capace di emozionare, far riflettere e divertire. L'età avanza, è inevitabile, ma il suo modo di raccontare storie e di trasformarle in musica è rimasto immutato.
Si conclude così la tappa romana di un tour che è soltanto all’inizio. Chi assisterà alle prossime date non troverà soltanto uno spettacolo da vedere, ma un viaggio da vivere.
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